La riforma delle politiche agricole dell’UE in Italia

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A gennaio di quest’anno è entrata in vigore la riforma dell’Unione europea relativa alle politiche agricole comuni. Quest’ultima ha il doppio scopo di garantire gli agricoltori, attraverso il sostegno al reddito, e i consumatori, puntando a favorire le produzioni di qualità ed ecosostenibili. In Europa ci sono circa 12 milioni di agricoltori che si occupano di questa attività a tempo pieno, mentre il settore agricolo e agroalimentare dà lavoro a 46 milioni di persone, costituendo il 6% del PIL dell’Unione. Il perno centrale della riforma è stato sicuramente l’estensione delle misure di sostegno non più a 15 paesi ma a 29. Tale redistribuzione ha comportato ovviamente dei tagli per gli stati membri che fino ad ora avevano usufruito degli aiuti. Il nostro paese, ad esempio, ha subito un taglio del 6%, pari a circa 285.000 euro in meno rispetto agli anni precedenti.
Tra le altre principali misure che sono state previste dalla riforma vi sono:

  • la stabilizzazione dei mercati in caso di danni provocati da disastri naturali (10% dei fondi stanziati);
  • finanziamenti per la modernizzazione e internazionalizzazione delle aziende agricole al fine di renderle più competitive sul mercato (205 dei finanziamenti stanziati a cui si aggiungono quelli nazionali);
  • sostegno al reddito per gli agricoltori che adotteranno pratiche agricole sostenibili quali quelle rivolte ad una maggiore attenzione alla qualità del suolo, per favorire la biodiversità, la diversificazione delle colture e il mantenimento dei pascoli sani.

Altro punto significativo tra le misure adottate riguarda i giovani agricoltori; uno studio ha stabilito che solo il 6% dei 12 milioni di agricoltori europei sono giovani al di sotto dei 35 anni. Per questo l’Unione europea ha deciso di incentivare i giovani ad aprire imprese agricole, ai quali sarà destinato nel primo quinquennio il 25% in più rispetto agli aiuti stabiliti.
In Italia, verso la fine di maggio di quest’anno, il governo e le regioni hanno trovato un accordo sul recepimento nel nostro paese della riforma comunitaria. Tale accordo consiste nel regolamentare la distribuzione per i prossimi 7 anni dei quasi 4 miliardi di euro annui di finanziamenti alle imprese, ai quali vanno aggiunti altri 2 miliardi annui per i programmi regionali di sviluppo rurale.

L’applicazione della riforma delle politiche agricole non è stata semplice, ma alla fine si è giunti ad un compromesso, per cui anche se gli aiuti saranno inferiori rispetto agli anni passati, vi è la garanzia per gli agricoltori che nessuno si vedrà tagliato l’assegno di più del 30% e, inoltre, l’introduzione della figura di “agricoltore attivo” è garanzia che i finanziamenti andranno esclusivamente ai coltivatori diretti e alle imprese con partita iva, escludendo quindi dalla ripartizione dei fondi le banche, le società finanziarie, assicurative e immobiliari.  

Fonte dell’immagine: Gustodivino

Sintesi
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La riforma delle politiche agricole dell’UE in Italia
Descrizione
Le riforme delle politiche agricole dell'Unione Europea e la loro applicazione in Italia; tutte le informazioni sulle norme legislative ed i finanziamenti.
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